Nux vomica

Potrò farti notare:
la bellezza di ogni emozione;
che, comunque, doveva accadere;
e che nulla per sempre rimane.

Che non resta l’angoscia
che adesso ci assale,
una scheggia affilata di un male
che continua a trafiggerci il cuore.

Ti sorrido
e mi chiedo che fare
di questo dolore:
non ne trovo
un uso migliore
e lo esprimo
a parole.
Nux Vomica

Sia fatto voto
di fare poesia
di ogni cosa.

Di ogni svolta annunciata
e delle decisioni non prese,
della bellezza celata
e di quella palese.

Dell’attimo, sospeso e immenso,
di ogni vita
tra quello che era
e quello che ancora non è.

Della meraviglia di questo creato,
intimamente connesso,
splendidamente illuminato.

Un libro sul mio comodino
lo stesso di tanti anni fa.
Riletto con meno saggezza
ma con più pietà.

Con gli occhi di quello che ero,
che sono,
che non sono più.

Lettura.
Che preghiera non è.
Non lo era,
non lo sarà.

Da lasciare,
da finire,
da ricominciare.

Da indirizzare
a un dio minore
che tutto sommato
la sappia apprezzare
o perdonare.

Haiku

Luna nuova
vicino a Giove.
Passerà. (tutto passa).

Una mucca di plastica
e le righe dell’area parcheggio.
I cassoni dell’AMA
e il fulgore dello spartitraffico.
Le matasse di cavi di rete
ed il prato coperto di brina.

Il corriere e il registro di scarico,
i bidoni di olio sintetico
e il vapore dello scambiatore,
sono prove innegabili
dell’amore
di Dio.

Il bianco per il nero.
Il nero per il bianco.

Colpito da una luce artificiale,
carico di un mio male
(che sta nello sbranare
e nel far sbranare),
contemplo
il dono di vivere
senza donare
(per possedere).

Vivere
per vivere
per quanto vale
per quanto male
si possa concepire.

Autentico.
Reale.

Oltre il maniglione antipanico
soffia il vento tra gli alberi
– un nespolo? un pino, un cipresso
(tra le file di macchine,
lungo la statale).

Spacca le nuvole
e sventola bandiere,
(un anemometro)
porta polveri sottili
e (a volerlo sentire)
odore del mare.

Porta nuove,
alternative,
un pensiero fugace,
al mio mutevole,
immobile,
peregrinare.

Trafitto
dal dolore del tempo,
cerco un senso
nel dono del mondo
e del rimpianto.

Invento un metodo
per essere contento e,
a volte sottraendo,
a volte incrementando,

scambio persone
per prese di tabacco
e perfeziono,
intanto,
il sonoro sibilare
del mio verso.