Cominciamo dall’inizio (e da dove, sennò?).

Qualche tempo fa ho adottato GTD come tecnica di gestione del tempo (e anche per altre cose più sottilmente esistenziali quali la gestione della procrastinazione).

E’ stato solo l’inizio di un percorso che mi ha spinto più fortemente “in the cloud” di quanto non avrei pensato pochi mesi or sono.

“in the cloud” è finito quasi subito l’equivalente di una chiavetta USB “salva-vita” con quelle cose fondamentali che non posso rischiare di perdere. Adesso uso Dropbox. E sono ragionevolmente felice della sua capacità di fare versioni dei file e di essere presente ma silente  (nel senso che non ti accorgi che c’e’ ma funziona – come molti ingegneri che conosco). Vuoi un Dropbox anche tu? Fai click qui.

Un filo prima, avevo trasferito in the cloud il mio blocco degli appunti.

Lo strumento che uso si chiama Evernote. Archivio su Evernote qualsiasi cosa sia archiviabile elettronicamente.  Lo trovo imbattibile per georeferenziare ristoranti (utilizzando un suo cugino russo: nevermap che ne fa un mash-up), archiviare ricette, minute di incontri, fotografie di lavagne usate in riunione. Peraltro fa un OCR delle immagini in modo trasparente….

Ho taggato “GTD” alcune delle note che mi servono a gestire i vari “livelli” del GTD di Allen. E funziona bene.

Infine, ma non ultimo, un gioellino di programmazione Web 2.0: Nirvana che ha soppiantato ThinkingRock nel mio cuore come strumento di pianificazione GTD.

E’ piu’ leggero, potenzialmente più ZenToDone, molto carino graficamente e (come Evernote) gestisce una casella di posta inbound per mandare dal BB spunti, note, cose da fare e amenità simili.

Tutto questo non automatizza il processo decisionale che serve a discernere cosa sia davvero importante fare e cosa no.

Per quello non ci sono particolari soluzioni “in the cloud”.

Ma, tendenzialmente, se una cosa bella da fare rimane troppo tra le cose che sarebbe bello fare un giorno o l’altro, potrebbe essere che non sia troppo importante. O sia troppo complicata. O tutte e due le cose. O nessuna delle due.

E, peraltro, la decisione del titolo non credo sia ineluttabile. Solo sospesa. Prima o poi, giuro, ci riprovo. Forse.

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2 Responses

  1. 1 Free Banjo Lesson: Folsom Prison Blues | Layne Publications
    2011 Jan 04

    […] Il Blog di Herman Fenderson » Perchè non imparerò a suonare il banjo […]

  2. 2 Herman Fenderson
    2011 Jan 04

    So che questo e’ un pingback automatico… Ma e’ irresistibile pensare che clickando sul link si possa prendere una lezione gratis di banjo. Quasi quasi rivedo la mia idea di accantonare l’argomento…


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