Zazen

E senza piu’ distinguere
il dentro dal fuori,
piu’ libero, piu’ consapevole, piu’ triste,
mi sveglio dal mio sogno
e ti guardo
e mi guardo.

Uso ogni atomo del mio cinismo
per imbottire il mio cuscino
e guardo il futuro
e il passato
nel perfetto equilibrio
di questo istante.

In questa posa immobile,
soffia il vento
ma non cambia
il mio restare,
immemore
del mio dolore.

Fosse anche per un attimo,
mi guardo,
ti guardo,
la stessa sostanza,
la stessa sostanza dei sogni
la stessa sostanza di tutto.

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