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Joe Tex

Durante l’ultimo week-end ho finalmente completato il rip di un prestigioso quanto raro LP che rappresenta una pietra miliare del funk in Italia. Si tratta dell’introvabile “Compilation” dei successi di Leone di Lernia nel decennio 1975-1984 (da non confondersi con una raccolta più tarda assai più diffusa ma priva degli imperdibili acuti del primo capolavoro).

La raccolta, pubblicata dalla casa discografica GREEN RECORDS il 27 Luglio 1984 e catalogata al numero  GRNL 010  presenta una tracklist invitante già dando una rapida scorsa ai titoli:

LATO A): 
– Gaccia ad’avè
– Spusatiella Geuvè
– U chiengeleuse
– Americanpuglia
– Le femmine di Trani
– Cincilluzzo
– Sandanicola
LATO B): 
– Zappa Nicò
– Spremi Spremi
– Ueludde
– I guai della Nellezza
– Non mi puoi ngastre
– Padron pensaci tu
– Africa banana

L’album si apre con “gaccia ad’avè”, il climax dell’album.

La cover del 1975 del celeberrimo “I gotcha” di Joe Tex non solo non sfigura rispetto all’originale ma, per molti versi, lo supera. L’insinuante, ipnotico testo originale ammiccante e sexy diventa ancora più esplicito in versi inarrivabili per ritmica e classe quali:

Ca gaccia ad’avè / Oh Oh menè / Allive u scenucchie da rate Maurù / Oh oh menè / Ce dè? / Ca cusse scenucchie nan è (alla lettera: Che ti prenda una goccia / Oh Oh Ragazza / Toglimi il ginocchio da dietro Mauruccio / Oh Oh ragazza / che vuoi? / che questo non è un ginocchio).

La linea vocale mantiene un livello di tensione erotica parossistica, la base ritmica, antesignana del rap, spinge al ballo, i fiati suggestivi e strarordinariamente groove.

Un salto all’indietro nel tempo fino ai tempi del Dixie e delle mitologiche Hot five e hot seven con “Spusatiella Geuvè” (sposatela, Giovanni) omaggio a Luis Armstrong.

Il brano, spaccato sociologico di una Puglia ancora viva e attuale auspica per Giovanni un matrimonio con una ragazza “ricche e belle fautte”… indimenticabile la sequenza (sottolineato da una cadenza di banjo):

“Giuè/ uè Giuè / da domane u signore pute fè / […] / ca a zappa ngudde non ge vè chiù” (Trad: Giovanni / oh Giovanni / da domani potrai fare il signore / con la zappa sulla schiena non ci vai più).

Il brano sfuma su uno straordinario numero di bravura sul ritmo di un mambo “u chiengeleuse”.

Fiati ineccepibili e ancora la straordinaria abilità di armonizzare perfettamente metriche e ritmo. Il resto è tutto da scoprire per un album che resta uno dei miei preferiti.

 Dimenticavo… nel caso in cui (ovviamente dopo che avrete provveduto ad acquistare  l’originale nel più vicino negozio di dischi o su ebay) aveste bisogno di una copia di backup perché:

1. avete bruciato il vinile originale e utilizzato le ceneri per curarvi i duroni (ipotizzando che abbiate conservato la copertina per un eventuale controllo delle fiamme gialle);

2. la vostra fidanzata vi ha lasciato portando via con se il prestigioso album in pegno eterno della vostra ingratitudine e infedeltà;

3. ne avete bisogno per l’i-pod e non sapete distinguere l’encoder LAME da una foto di Bruno Lauzi;

potete recuperarla con il vostro fido emule seguendo questo link.

p.s. credo di stare per impazzire del tutto…

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