{"id":94,"date":"2011-10-18T11:41:34","date_gmt":"2011-10-18T09:41:34","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.hermanfenderson.com\/?p=94"},"modified":"2012-02-10T13:14:33","modified_gmt":"2012-02-10T11:14:33","slug":"tempi-moderni-nuovi-forti-interessanti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/blog.hermanfenderson.com\/?p=94","title":{"rendered":"Tempi moderni, nuovi, forti, interessanti"},"content":{"rendered":"<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/blog.hermanfenderson.com\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/eye.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/blog.hermanfenderson.com\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/eye.gif\" alt=\"\" title=\"eye\" width=\"560\" height=\"347\" class=\"aligncenter size-full wp-image-144\" srcset=\"http:\/\/blog.hermanfenderson.com\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/eye.gif 800w, http:\/\/blog.hermanfenderson.com\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/eye-300x185.gif 300w\" sizes=\"(max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La concomitante scomparsa di Steve Jobs e di Dennis Ritchie mi hanno fatto riflettere su alcune questioni del mondo in cui viviamo che, tutto sommato e dopo varie titubanze, ho deciso di mettere a fattor comune coi 25 lettori di questo blog.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">Chiariamo subito che questo articolo non intende minimamente giudicare il contributo alla storia dell&#8217;informatica (o, se per questo, dell&#8217;umanit\u00e0) dei due personaggi in questione. In particolare, l&#8217;autore ha molto apprezzato il discorso di Jobs a Stanford ed \u00e8 in grado di citarne ampi stralci a memoria, alle volte non riuscendo a soffocare una sincera commozione.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">Cio&#8217; detto, darei per scontato che tutti conoscano nel dettaglio vita e opere di Steve Jobs.\u00a0Ipotizzo che sia meno nota l&#8217;attivit\u00e0 di Ritchie.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ritchie ha inventato il linguaggio C ed \u00e8 stato uno dei principali autori di Unix.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">Per una migliore comprensione di cosa significhi questo per l&#8217;informatica, i fortunati possessori di un Mac potrebbero, dopo aver preso le opportune precauzioni (per lo meno un potente ansiolitico) tentare l&#8217;intentato e lanciare un &#8220;terminale&#8221; (e&#8217; sotto applicazioni -&gt; utilit\u00e0).<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Superato lo shock di una interfaccia poco stilosa e decisamente non in tinta con la propria borsa (oltre tutto, sono davvero mortificato ma non \u00e8 disponibile una cover magnetica), \u00a0li prego di prendere consapevolezza di un interessante asserto: il loro Mac Os X \u00e8 nipote di Unix (e, se proprio vogliamo essere pedanti, figlio di NeXTStep).<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">E, peraltro, il software applicativo del loro Mac \u00e8 scritto in un linguaggio che (udite, udite) si chiama Objective C (di ovvia paternit\u00e0).<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">Interessante.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">Ma l&#8217;aspetto al quale si rivolge la mia riflessione di oggi non \u00e8 questo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Unix ha partorito, come abbiamo visto, Mac Os X. Ma anche Linux e Xenix e Sun Solaris e Hp-Ux. Una intera comunit\u00e0 a partire dagli anni settanta ha fatto un lungo e articolato viaggio nel quale tutto (o quasi) era possibile e mille possibili varianti, mille tentativi, mille fallimenti sono stati esplorati.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;intera comunit\u00e0 che ha collaborato, interagito, litigato, ipotizzando che non esistesse UN MODO GIUSTO di fare le cose ma che ognuno potesse costruire UN MODO MIGLIORE PER SE di farle.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Una comunit\u00e0, quella hacker, che ha cercato di fronte a uno strumento di chiedersi continuamente se ci fosse un modo inesplorato di utilizzarlo.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Questi modi inesplorati portano a rotture e risultati imprevisti. Risultati imprevisti che generano conoscenza&#8230; e altri risultati.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">In aperto contrasto a questo, l&#8217;informatica di consumo \u00e8 oggi sostanzialmente bipolare.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Da una parte la galassia Google. Libera (come in &#8220;ingresso libero&#8221;, non come in &#8220;libero pensiero&#8221;) a condizione di pensare Google, respirare Google, interagire Google, ricercare Google. E che ci spinge verso un paradigma nel quale i nostri PC diventano niente senza un server che offre loro un servizio di ricerca. Quello di Google (che determina centralmente cosa si vede, cosa non si vede, in che ordine si vede).<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Dall&#8217;altra una galassia Apple che scambia una perfetta funzionalit\u00e0, usabilit\u00e0, interazione con l&#8217;accettazione di un paradigma di utilizzo basato sull&#8217;accettazione, oserei dire religiosa, del MODO D&#8217;USO (quello predefinito) e delle CONDIZIONI D&#8217;USO (i dispositivi lockati, il market privativo).<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">E, attenzione, non \u00e8 un problema di tecnologia, da nerd rancorosi.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">E&#8217; una questione che determiner\u00e0 la forma mentis dei nostri figli.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Quanto vogliamo che sperimentino e siano in sostanza liberi (come in &#8220;libero pensiero&#8221; non come in &#8220;ingresso libero&#8221;) dipende, anche, dalle tecnologie che pervasivamente utilizzano.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Io, per me, ci star\u00f2 attento.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La concomitante scomparsa di Steve Jobs e di Dennis Ritchie mi hanno fatto riflettere su alcune questioni del mondo in cui viviamo che, tutto sommato e dopo varie titubanze, ho deciso di mettere a fattor comune coi 25 lettori di questo blog. 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