Serifos

Serifos Church

Il volo di un gabbiano
che asseconda il vento,

le ali
interrompendo
la luce millenaria.

Null’altro che aria
tutto intorno.

petali

Le luci accese,
nella vetrina
dal negozio di scarpe,
non illuminano
il tuo sguardo spento,

sfiancato
sulla panchina di fronte,
spampanati i petali delle ultime rose,
divaricati i piedi
alleggeriti dal corpo.

Si incontrano,
riflessi da una gentilezza antica,
i nostri sorrisi.
Che “buona notte” sarebbe?
Che “buona notte” è?

autodromo

Un rettilineo,
infinito verso il cielo,
tra il tempo presente
e i tuoi ricordi.

Sorridi.

Una foto a scandire
l’attimo di oggi.
Il tuo cuore che torna
a un antico dolore.

Poi il rumore a sovrastare
ogni altro pensiero.
Malinconia latente.
Per necessità di percorso,
ricomincia la vita.

via nomentana

Nostra Signora
di Via Nomentana
ieratica protegge
la corsia preferenziale.

A braccio alto
(il polso a percorrere
piccoli cerchi
di benevolenza)

alcuni benedice
con un ghigno (un sorriso!)
e lietamente raccoglie
da altri una moneta.

In cambio di questo
(e per divino amore)
purifica, per quanto le riesca,
scarichi di auto e polveri sottili,

in file ininterrotte passando
l’autobus numero novanta
e sciami di moto attratte
dalla luce del semaforo.

Zen archer

Non lascerò sprecato
questo cuore,
incolto
il portatore.

Sarò penna e cetra
di ogni verso ancora da cantare,
arco, freccia e faretra
del mio sogno (ancora) da cercare.

E poi

treno-2

Si spegnerà pian piano
questo incessante clamore
questo materiale rotabile
diretto per nessun dove.

Sbuffando, sfumando
il suo finale avrà
e pace e silenzio.
Poi continuerà

per altri
che non conosco
né conoscerò

che avranno in sorte clamore
e speranze
e dolore.

spam

Si affatica e muore.

Anestetizzato dai conflitti,
si affatica e muore.

Consapevole del suo valore sociale,
si affatica e muore.

Smarrito nei vicoli del tempo perso,
si affatica e muore.

Orfano di senso e di pietà,
si affatica e muore,
affatto inconsapevole del fatto
che, comunque, muore.

Nux vomica

Potrò farti notare:
la bellezza di ogni emozione;
che, comunque, doveva accadere;
e che nulla per sempre rimane.

Che non resta l’angoscia
che adesso ci assale,
una scheggia affilata di un male
che continua a trafiggerci il cuore.

Ti sorrido
e mi chiedo che fare
di questo dolore:
non ne trovo
un uso migliore
e lo esprimo
a parole.
Nux Vomica

Sia fatto voto
di fare poesia
di ogni cosa.

Di ogni svolta annunciata
e delle decisioni non prese,
della bellezza celata
e di quella palese.

Dell’attimo, sospeso e immenso,
di ogni vita
tra quello che era
e quello che ancora non è.

Della meraviglia di questo creato,
intimamente connesso,
splendidamente illuminato.

“Non sembri mai
scalfito
dagli eventi”.
Mi dici,
e penso

A questa anestesia
che non mi fa sapere
se ci sia
un sole alto nel mio cielo
o un tempo di tempesta
o un buon motivo
per non fare festa.

Indeterminato,
attendo di sentire,
davvero, ciò
che veramente sento,
rido beato e prego
di esserne contento.